VIDEOSCULTURE OLOGRAFICHE
AUTORITRATTO ALLO SPECCHIO: FRAGILITA’
VIDEO 4K | 16:9 | PLEXIGLASS| DATAMOSHING| COLORE | NO SUONO | DURATA 1:46 | 2023
Selezionato “Paratissma “Nice & fair – Show don’t tell!” 2024
Finalista expositivaart 2025




L’autoritratto non ha parole, si esprime nella silente contemplazione di Sé. Il corpo riflesso nello specchio rivela uno spazio vissuto. Il video riflette sulla fragilità dell’Essere. Avevo necessità di vedermi con l’occhio interiore, per ritrovare un senso esistenziale dopo il disincanto. Scrutarmi per aprire una rinnovata visione, al di là del velo, per rinascere. La proiezione del corpo diventa un cammino di conoscenza dell’anima.
La tecnica del datamoshing scompone la figura in materia luminosa. I colori frastagliati rivelano l’ambivalenza della frammentazione interiore. L’essere frammentati, esprime il dolore della perdita della forma identitaria, ma allo stesso tempo frammentarsi, come in una tecnica di meditazione buddista, è una pratica per cercare una visione più ampia dell’essere. Il corpo, dipinto nello specchio, evoca la sua presenza nello spazio e si connota come “Io spaziale”. Nella dualità del riflesso rappresenta un locus amoenus, appare come “l’altro da me”, “l’altrove.”
La ripresa, nel rapporto di sguardo con lo specchio e l’osservatore, pone un paradosso: la videocamera rafforza l’identità, rendendola una soglia di passaggio verso la relazione al “tu che posso essere io”. Il corpo nello lo specchio è il tocco fragile dell’anima. Uno spazio interiore che ci accomuna. Nello specchio, la figura umana si apre al dialogo con l’Esserci.
MARCO BALBI DIPALMA | ARTISTA
Percepire la fisicità, non solo come dimensione materiale, ma come un vero e proprio linguaggio fatto di scorci e fessure, mette in rilievi la sua entità ambivalente sospesa tra presenza e assenza. Proprio nell’indagare l’ambito esistenziale e psicologico degli esseri umani Marco Balbi Dipalma intesse esperienze di carattere autobiografico, esplorando il dolore come fonte di conoscenza e il potere di trasformare le relazioni e la spiritualità. Nell’istallazione video Autoritratto allo specchio: Fragilità l’artista mette in scena sé stesso in cui l’ioriflesso non è solo un doppio fisico, ma si trasforma in un Io che si apre all’essere dell’altro: lo specchio diventa così un mezzo di scoperta e interrogazione dell’identità. Non si tratta solo di esplorazione dell’ego, ma di un’indagine sulla fragilità condivisa, in una continua relazione tra identità e alterità.
ELENA SILLITTI | CURATRICE